Eels al conservatorio di Milano, 7 marzo 2008

9 Marzo 2008

A me gli Eels piacciono troppo e ad ogni occasione per sentirli live sono felice. 
Il concerto di venerdì mi è sembrato bellissimo, si sentiva stupendamente e avevo un’ottima visuale. Alcune canzoni sono state proprio da brivido secondo me, ad esempio Last stop this town e Climbing to the moon, tra le mie preferite, ma anche Flyswatter. Alcune che se non faceva era uguale, ma va bene, evidentemente io e Mr E non abbiamo gli stessi gusti!

Come al solito rimango male per tutte le canzoni bellissime che non fa, questa volta in particolare mi sono mancate molto Railroad man, che in versione Auditorium sarebbe stata bellissima, e Things the grandchildren should know, visto anche il libro e il documentario sul babbo prima del concerto.

A proposito del documentario, si intitola “E’s Journey – Parallel Worlds, Parallel Lives” ed  stato trasmesso dalla BBC qualche mese fa. Qui un piccolo antipasto.
Io ringrazio per questo regalino pre-concerto, anche se capisco che chi non sa bene l’inglese o non ama “il mondo di E” può essersi rotto un bel po’. In ogni caso i fischi mi hanno dato fastidio.

Mr E mi è parso abbastanza comunicativo ma di fondo un po’ scazzato. E infatti dopo il concerto è sgattaiolato via… lasciandomi là con la mia copia del libro che speravo di farmi autografare :(

Altri che parlano della data di Milano:

Monterey – bellissima recensione, grazie! Molto bello godersi il concerto sapendo che pochi posti più in là c’eri anche tu, e piacevole chiacchierata post-concerto :)

Shelter fron the storm - inclusi due video

L’angolo stretto

Alcuni video della serata, qui.

Commenti dal forum del Mucchio

UPDATE:

la recensione del TGCom

Viridian - Eh, ti capisco! ;)

Felson

Entry Filed under: Concerti. .

9 Comments Add your own

  • 1. ciocco  |  10 Marzo 2008 at 10:15 am

    grazie per la citazione!

  • 2. Monterey  |  10 Marzo 2008 at 12:07 pm

    La “scaletta fake” è una delle gag previste per questo tour, basta leggere il titolo spassosissimo di alcuni brani!
    Credo che la fuga di Mr. E possa essere in qualche modo correlata ai fischi al documentario, purtroppo.
    Faremo in modo di trovare una nuova occasione per farti autografare l’autobiografia! Grazie ancora della graditissima compagnia.

  • 3. redbanshee  |  10 Marzo 2008 at 3:48 pm

    Vedo che i vari report presentano commenti veramente opposti. Questo conferma quello che ho sempre pensato, Uno come Mr E o lo ami o lo odii.
    Io lo amavo prima e lo amo ancora di più dopo il concerto dell’08/03 all’Auditorium.

  • 4. viridian  |  10 Marzo 2008 at 11:17 pm

    Putroppo temo anch’io che lo scazzo di Mr E fosse dovuto al comportamento degli imbecilli tra il pubblico. Un vero peccato.
    [Grazie della citazione! Anch'io capisco te :) ]

  • 5. Lucia  |  11 Marzo 2008 at 8:25 am

    Grazie a tutti per i primi commenti! Ci stiamo trasferendo su http://eels-italia.com/, è quasi a posto se volete darci un occhio, mancano da importare proprio i commenti. Ci vediamo lì allora! :)

  • 6. ale-bu  |  11 Marzo 2008 at 12:04 pm

    come ampiamente sottolineato nel post che ho dedicato al concerto, sono assolutamente tra quelli che hanno amato la serata. documentario compreso.
    continuo a sostenere che mr e sia una delle voci più interessanti del panorama rock contemporaneo.
    concordo sulla fastidiosità dei fischi pre-concerto. d’altronde il pubblico italiano regala spesso numeri del genere, e anche gli artisti lo sanno, come testimonia la parte di discorso di mr e che si chiudeva con “bla-bla-bla english bla-bla-bla…”
    ;)

  • 7. effecri  |  11 Marzo 2008 at 12:13 pm

    Sapendo che a suonare sarebbero stati solo in due, confesso che ero un po’ preoccupata, ma sono rimasta affascinata dalla chiave di intrerpretazione scelta dal geniale Mr. E, accompagnato da un degno e talentuoso Chet.

    I brani proposti secondo me ci stavano tutti, se si legge il tour come promozione delle ultime uscite su cd, certo però ognuno ha i suoi gusti.

    I concerti di E solitamente sono accompagnati da un corposo pre-show (forse vuole mettere alla prova la devozione dei presenti ?:-)).
    A Modena 2003 c’era stato McHoncky… a Milano 2005 il documentario russo +storia della band…

    A quanto mi è parso di capire leggendo i forum, altrove il documentario sulla fisica quantistica ha suscitato più dissenso che ha Milano, dimostrazione ne è il fatto che tutto sommato che da noi ha concesso due bis.

    Anche ad Asti se n’era andato, ed anche ad Asti avevo portato con me “the youngest italian fan”, mio figlio, che delusione per lui non poterlo vedere da vicino, anche perchè durante il concerto si intravede solo la sua ombra…

    per me E è un grande ed affascinante genio musicale ed un personaggio al quale istintivamente mi sento vicina, come vissuto e come risposta ad esso.

    Visto che la perfezione, si sa, non esiste, va bene così …. però un piccolo sforzo potrebbe farlo e diventare un pochino un po’ più umano.
    Magari un po’ più in là nel tempo
    Speriamo di rivederlo presto

  • 8. bob rock  |  11 Marzo 2008 at 1:21 pm

    dissento da gran parte di voi ma raramente ho assistito ( e ho una esperienza trentennale) ad una manifestazione di arroganza/strafottenza da parte di un musicista. M.r E NON e’ il centro del mondo e il suo documentario poteva trasmetterlo alla fine del concerto e non prima annoiando a morte gran parte dei presenti anche se mi sembra di capire che eravate in estasi anche per quello. Inoltre rispetto agli ultimi due tours la musica che dovrebbe essere il nucleo (visto che vi piace tanto la fisica) del concerto era in secondo piano (forse nel suo universo parallelo).
    Quello a cui ho assistito e’ uno sfigheggiamento di 1h 30′ da parte di un musicista che ci ha mostrato quanto e’ bravo ad essere un polistrumentista …e quanta strada ha fatto fino ad oggi……….neanche il miglior Zimmermann sarebbe riuscito a fare altrettanto.
    ps: ultimi due concerti visti:
    neil young arcimboldi durata 2h 20′
    mars volta alcatraz durata 2h 50′

    CARO E ‘ UN PO’ DI UMILTA’ NELLA VITA NON GUASTA

  • 9. Gabriele  |  12 Marzo 2008 at 8:52 pm

    evidentemente anche bob rock non capisce l’inglese e si riconosce nella maleducazione dei suoi sgradevoli vicini di posto. D’altronde uno che valuta la qualita’ di un concerto dal minutaggio, come se si recasse dal salumiere…

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